Mostra fotografica: MONTEGONZI
Palazzo Pegaso, 1° piano
Via Cavour, 4 – Firenze
29 Gennaio > 16 Febbraio 2020
Orari: dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17; il venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16.30

L’anima di un luogo non è un concetto astratto. È mutevole, come il suo corpo, a tratti visibile, spesso latente, frutto di una osmosi continua con le persone che ci vivono per nascita, per scelta o per caso. Nel tempo, il paese e i suoi abitanti acquisiscono ognuno qualcosa dell’altro nel proprio patrimonio genetico. Finiscono per assomigliarsi, in qualche modo.
Per questo motivo Giulia Efisi, artista che da diversi anni ha fatto dell’osservazione dell’Umano il principale territorio della sua esplorazione artistica, ha scelto di ritrarre gli abitanti di Montegonzi, frazione di Cavriglia, in provincia di Arezzo – il paese in cui vive – decontestualizzandoli dal luogo, tutti nello stesso set, al chiuso, lasciati liberi di esprimersi davanti al suo obiettivo. «Sono i soggetti, con la loro presenza e fisicità, a restituire l’essenza del contesto. Non ho bisogno di mostrare altro», spiega l’artista. «Nei tre anni in cui ho realizzato il progetto è cambiata l’esistenza di quasi tutte le persone ritratte. Sono mutati i bisogni, le relazioni familiari e sociali. Trasformazioni che hanno avuto dei riflessi anche sul territorio (…). Superata l’iniziale diffidenza, per molte delle persone che hanno posato – ma anche per me – è stata anche l’occasione per “osservarsi”, per riflettere sul rapporto con se stesse, sulla memoria e sul tempo. Un rito, per alcune, quello di prepararsi come per andare a una festa: fare la messa in piega, indossare l’abito buono e sfidare le intemperie per arrivare nel mio studio (…)». Con il suo linguaggio fatto di sintesi estrema, distante dalla retorica del racconto didascalico e dall’osservazione socio-antropologica, Giulia Efisi restituisce lo spirito e il carattere del suo paese attraverso gli sguardi e gli atteggiamenti della sua comunità, unita in questa pur frammentata esperienza di rappresentare l’identità territoriale in prima persona.
Emanuela Costantini